La notte dell’Answers “Vogliamo un futuro”

Pubblicato: 14 novembre 2009 da answerspistoia in Economia, Lavoro
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I dipendenti dell’azienda occupano: sono stati organizzati presidi diurni e notturni per ottenere risposte certe sul lavoro

Pistoia, 2 novembre 2009 – Sarà un Natale amaro, quello dei 560 dipendenti Answers di Pistoia. Senza stipendio ormai da quasi tre mesi, i lavoratori sono riuniti da ieri in assemblea permanente all’interno dell’azienda. Alcuni di loro la notte scorsa, muniti di materassi, coperte e sacchi a pelo, hanno dormito nello stabilimento, annunciando che continueranno a farlo finché le cose non miglioreranno, ovvero fino a quando la proprietà non deciderà di pagare gli stipendi arretrati.

 “Abbiamo deciso di organizzare presidi diurni e notturni – spiega Marila Mariotti (Rsu) – per chiedere il pagamento degli stipendi, ma soprattutto chiediamo che questa azienda ci dia delle garanzie su quello che sarà il nostro futuro. Chiediamo una continuità lavorativa, in quanto questa è un’azienda in crisi, ma una crisi anomala, perché il lavoro non manca, infatti prima di entrare in sciopero stavamo lavorando a pieno ritmo e abbiamo ancora delle commesse, ci siamo fermati per protesta proprio perché non ci pagano”.

La situazione per molti dipendenti, per la maggior parte donne, si sta facendo drammatica. Il loro, in molti casi, era l’unico stipendio ad entrare in casa. Alcune hanno il marito cassintegrato e i figli piccoli. Per questo durante l’assemblea è stato deciso di costituire un fondo di solidarietà, l’hanno chiamato ‘cassa di resistenza’ e servirà ad aiutare le persone con maggiori problemi economici. Tra di loro c’è chi addirittura non ha i soldi per fare la spesa.

 “Io sono una mamma con una figlia a carico di 16 anni – racconta Annamaria Bongi -, il mio compagno è un cassintegrato della Radicifil e al momento andiamo avanti con 400 euro al mese, con i quali non riusciamo neppure a fare la spesa, dato che abbiamo l’affitto e le bollette da pagare”. “Il nostro disagio – interviene Rosa Macaluso, vedova con un figlio a carico – oltre che economico è a livello umano, perché i sacrifici siamo abituati a farli, ma è proprio il sapere di non avere un futuro che ci fa stare peggio. La proprietà dell’azienda ci ha messo in una condizione in cui non riusciamo a pagare le bollette, i mutui, le cartelle esattoriali e adesso non possiamo più fare neppure la spesa. Ci sentiamo denigrati e usati come oggetti”.

 “Ho un bimbo di 8 anni – dice Annalisa Di Blasi – Siamo venuti da Palermo due anni fa, con la speranza di poter dare un futuro a mio figlio, dato che al sud già allora le prospettive erano poche. Pensavo che qui ci fossero delle possibilità in più, invece, mi sono ritrovata a dover lottare per poter continuare a lavorare e riscuotere lo stipendio”. Problemi anche per chi è giovane, al suo primo impiego, senza una famiglia da dover mantenere, ma che riponeva molte speranze nel lavoro appena trovato.

 “Ho vent’anni e sono alla mia prima esperienza lavorativa – racconta Cristian Menegatti -, ero entrato nel mondo del lavoro proprio per riuscire a vivere senza dover pesare sui miei genitori, capisco che c’è gente con famiglia a carico, io non ho questo problema, ma anche per me è dura, soprattutto per quanto riguarda la mancanza di sicurezza, che non mi permette di progettare il mio futuro”.

 Intanto si aspetta per le prossime ore la convocazione di un nuovo incontro al ministero o meglio ancora, come richiesto nella giornata di ieri dalla segreteria nazionale della Cgil alla Presidenza del Consiglio. Le organizzazioni sindacali pistoiesi e la Rsu intanto, sottolineano ancora una volta la totale inaffidabilità del gruppo Omega a cui fa capo Answers. A fronte della drammatica situazione di molti dipendenti da mesi senza stipendio, facendo seguito anche al positivo impegno del Comune di Pistoia, la Rsu e la Cgil hanno costituito un “Fondo di solidarietà” attivando un conto corrente presso la filiale di Porta Lucchese della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia con codice IBAN: IT 04 Z 06260 13809 000001256C00. La denominazione del conto è ‘Cgil Pistoia per solidarietà Answers’. Cgil e Slc hanno versato mille euro per l’attivazione del fondo che sarà ripartito in favore delle famiglie più in difficoltà secondo modalità definite da apposito regolamento redatto dalla Rsu.

Patrizio Ceccarelli

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