Trino22/12/2009

L’appuntamento del 23 dicembre a Roma, data nella quale su indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrebbe essere avviato il commissariamento di Eutelia-Agile, si è trasformato in una lotta contro il tempo per i lavoratori di Phonemedia.

 I sindacati sono infatti impegnati nel tentativo di abbinare la vicenda Phonemedia nella stessa procedura di Eutelia-Agile (entrambe le aziende fanno parte del Gruppo Omega), per garantire concretamente agli operatori interessati il saldo delle mensilità arretrate.

 Per fare questo è però necessario che entro mercoledì vengano consegnati gli esposti al tribunale di Roma, cui spetta l’ultima parola sul commissariamento.

 Lo hanno spiegato Riccardo Saccone, segretario nazionale Slc-Cgil e Gigi Guasco, segretario territoriale Uilcom-Uil, nell’assemblea che si è tenuta venerdì mattina presso il call center di Trino.

 Vertenza lunga e delicata

 «Dobbiamo sapere che questa è una vertenza lunga e complicata – ha spiegato Saccone – ed è importante dare prova di compattezza. La continuità dell’azienda e del lavoro è adesso legata alla cosiddetta legge Prodi bis, che si attiva verso i creditori ed ha due requisiti: la quantità di dipendenti, che in questo caso c’è (quasi diecimila) e il rapporto tra i debiti e il volume complessivo di affari dell’anno precedente di almeno due-terzi e questo secondo aspetto è tutto da verificare attraverso lo studio dei bilanci. Purtroppo ci troviamo di fronte a persone senza scrupoli, che hanno pianificato ogni cosa a tavolino e addirittura, prendendo altro tempo, oltre ai 20 milioni di euro già percepiti dallo Stato, potrebbero anche attingere dai fondi europei per quel che riguarda le sedi di Phonemedia situate nel Sud Italia. Bisogna fermarli il prima possibile».

 Tenere alta l’attenzione

 È anche iniziata una raccolta di firme per dare mandato ai legali di depositare l’ingiunzione fallimentare.

 «Esiste anche il rischio che le attuali commesse vengano sfilate da nuovi soggetti – ha aggiunto Saccone – e la loro salvaguardia non può più essere a carico dei lavoratori: sbaglia chi dice che le commesse si perdono se si fa sciopero. Diventa anche importante tenere alta l’attenzione, come si stato facendo qui a Trino, con grande dignità e forza».

 Prosegue lo sciopero

 Anche la Fistel-Cisl preso atto che l’azienda non ha mantenuto le promesse, ha prolungato lo sciopero almeno fino al pagamento di ottobre.

 Mercoledì 23 dicembre è anche il giorno in cui è attesa la firma della convenzione che permetterà a 50 dipendenti di Phonemedia, residenti nella Provincia di Vercelli e segnalati dai sindacati tra quelli che versano nelle condizioni più gravi, di ricevere un prestito d’onore di 2.500 euro, l’incontro è fissato per le ore 10.

 Il tavolo regionale

 Parallelamente la Regione Piemonte sta valutando la possibilità di avviare un tavolo tecnico con gli istituti bancari per anticipare ai lavoratori gli stipendi arretrati addebitando gli interessi alla stessa Regione.

 Per quanto riguarda le altre iniziative in pista, i dipendenti del call center hanno inoltre aperto una petizione per consolidare la richiesta di utilizzare i fondi Scanzano per questa crisi.

 In questo scenario sembrano possibiliste le posizioni del parlamentare Gianluca Buonanno (Lega Nord) e del senatore Lorenzo Piccioni (PDL) che hanno fatto sapere che sarebbe opportuno destinare un milione di euro delle compensazioni – quello per la Fondazione Terre d’Acqua – a tutti i lavoratori delle aziende in crisi del territorio Vercellese. La stessa richiesta è stata ribadita in maniera unitaria dai sindacati.

 Rosso: qualcosa non torna

Sulla questione call center, è intervenuto anche l’on. Roberto Rosso: «Credo che in questa vicenda si sia lasciato passare troppo tempo, già ad ottobre, una volta verificata la situazione di criticità dell’azienda, si sarebbe dovuta firmare la richiesta di fallimento che consente al giudice di rivolgersi al Governo per chiedere il commissariamento. In questi casi ha senso commissariare fino a quando ci sono le commesse: più passa il tempo e più il commissariamento rischia di essere inutile. A mio parere si sarebbe dovuto continuare a lavorare e al tempo stesso inoltrare l’istanza di fallimento, senza la quale non si può fare nulla, visto che il commissariamento rappresenta l’ultima speranza per i lavoratori. In tutta questa attesa c’è qualcosa che non capisco».

 Intanto gli operatori di Trino si apprestano a trascorrere le imminenti festività natalizie e di fine anno nella tenda verde (in condizioni climatiche sempre peggiori), mantenendo anche l’occupazione della sede. La Pubblica Assistenza Trinese ha garantito fino a fine mese la fornitura del gasolio per il riscaldamento del presidio, che fino allo scorso weekend era stata a carico del Comune di Trino.

 Inoltre gli stessi volontari della Pat – all’uscita del concerto di Natale di sabato sera – hanno raccolto altre offerte a favore di Phonemedia.

 E anche la parrocchia e il Centro di Ascolto sono già intervenuti in aiuto di una decina di famiglie del call center, pagando bollette e rate scadute: anche le collette delle sante messe di Natale verranno devolute alle famiglie più in difficoltà.

Maurizio Inguaggiato

commenti
  1. Trino news scrive:

    Un fondo straordinario di garanzia per il sostegno a favore dei lavoratori dipendenti in condizioni di disagio economico: lo ha approvato ieri l’assemblea del Consiglio regionale del Piemonte trasformando in legge l’iniziale disegno.
    Il consigliere regionale Alessandro Bizjak (Partito Democratico) che ha seguito l’iter sin dall’inizio spiega: «Il provvedimento riguarda tutti i lavoratori dipendenti che versano in condizioni di grave disagio, dando la precedenza a quelli che da almeno 3 mesi non abbiano ricevuto il salario: di conseguenza sono compresi tutti i lavoratori del call-center Phonemedia di Trino». Ne hanno diritto anche i lavoratori che sono «a secco» da meno di tre mesi, ma la precedenza spetta a quelli che soffrono da più tempo: sono esclusi quelli in cassa integrazione o che fruiscono di altri sostegni al reddito. Prosegue il consigliere regionale: «Con questa legge si istituisce un fondo di garanzia di 3 milioni, per consentire a ciascun lavoratore di prelevare dalle banche convenzionate un incasso parziale dei salari arretrati, fino alla concorrenza massima di 2500 euro. Le banche hanno come copertura il fondo regionale di garanzia: di conseguenza la somma totale erogabile arriva a 6 milioni». Calcolando che ciascun creditore prelevi 2500 euro, la legge potrà fornire in tutto il Piemonte una boccata d’ossigeno a 2400 persone. Infine, a proposito della crisi di Eutelia, una delle società riconducibili ad Agile e Phonemedia, tutte conglobate nel gruppo Omega, oggi i giudici della sezione fallimentare del tribunale di Roma dovrebbero pronunciarsi sulla necessità di nominare eventualmente un commissario straordinario.

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