Pistoia, 28 novembre 2009 – Si profila l’ipotesi del commissariamento per Omega, il gruppo societario cui fa capo il call center Answers. Alla proprietà, il Governo ha imposto la data ultima del 5 dicembre per pagare gli stipendi arretrati dei lavoratori che in molti casi non riscuotono ormai da agosto. Se ciò non dovesse avvenire, l’esecutivo è pronto a nominare un commissario che potrebbe mettere in vendita la società e, nel frattempo, attivare il ricorso agli ammortizzatori sociali. E’ quanto si riferisce dopo l’incontro fra sindacati, azienda e Governo che si è svolto giovedì sera alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta.

 

Questa volta alla riunione hanno partecipato anche i due massimi responsabili del gruppo, Marcello Massa e Sebastiano Liori, che però non sembrano aver portato buone notizie ai lavoratori in attesa degli stipendi. “Dapprima hanno affermato di aver già pagato tutto – sottolinea Marila Mariotti, delle Rsu – un attimo dopo, ribaltando la versione, hanno confessato di non disporre delle somme necessarie”. Che soltanto per il call center di Pistoia superano il milione di euro.

 

“Il governo – si legge in una nota ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri – ha anche rivolto un appello a tutte le pubbliche amministrazioni che hanno contratti di fornitura in corso con il gruppo, a rispettare e conservare le commesse, così da assicurare una prospettiva di continuità e sviluppo alla professionalità dei lavoratori. Il Governo ha anche invitato le aziende private ad un analogo comportamento”. Si legge ancora nel comunicato che “il sottosegretario Letta si è attivato presso la sezione fallimentare del Tribunale di Roma per sollecitare l’esame delle istanze presentate dai lavoratori”.

 

Più rapida della procedura fallimentare inizialmente ventilata dalla Cgil, quella del commissariamento sembra essere un’ipotesi gradita a molti lavoratori. “C’è però un rischio – spiega Valter Bartolini della Cgil Pistoia – ovvero che il processo venga attivato soltanto per una parte del gruppo Omega. Al suo interno si distinguono infatti società, come Eutelia ed Agile, in cui vige il contratto metalmeccanico ed altre, come la stessa Answers, in cui è in vigore quello delle telecomunicazioni. Cercare soluzioni distinte – continua Bartolini – sarebbe però completamente sbagliato. Ne serve una valida per tutti quanti”.

 

Dopo aver atteso fino a tarda notte l’esito dell’incontro fuori da Palazzo Chigi, mentre la trasmissione Rai ‘Annozero’ dedicava una puntata al caso dei call center, ieri pomeriggio i lavoratori Answers sono tornati a riunirsi in assemblea nello stabilimento occupato di Sant’Agostino. Intanto, come se i guai degli ultimi mesi non bastassero, ieri alcuni dei 600 addetti ci hanno informato sulle ultime cattive notizie in arrivo dall’azienda: “Attraverso una circolare, la proprietà ci ha detto di non ritenere validi i cedolini del mese di ottobre per i decreti ingiuntivi”.

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