Allegato B

Seduta n. 238 del 26/10/2009

SVILUPPO ECONOMICO

Interrogazioni a risposta in Commissione:

FAVA, REGUZZONI, ALLASIA, TORAZZI, ALESSANDRI, RAINIERI e PINI. – Al Ministro dello sviluppo economico. – Per sapere – premesso che:
nel piano di riorganizzazione, recentemente annunciato dal Gruppo Marazzi, è prevista la chiusura dello stabilimento «Ragno» in località Jano di Scandiano;
lo stabilimento «Ragno» appartiene alla storia economica di Scandiano e rappresenta un importante bacino produttivo ed occupazionale per il territorio;
la chiusura dello stabilimento comporterebbe la collocazione in cassa integrazione di circa 150 dipendenti, la successiva ricollocazione, per una parte, e la perdita definitiva del posto di lavoro per molti altri, con conseguenze drammatiche per molte famiglie;
Jano, grazie anche agli investimenti effettuati negli anni, è oggi un distretto produttivo di qualità in termini di impianti, di prodotti lavorati, di maestranze e di professionalità impiegate;
il nuovo sistema di viabilità, con l’imminente apertura della Pedemontana, contribuirebbe in modo determinante allo sviluppo del sito di Jano, garantendo un buon collegamento, non solo, con il distretto ceramico di Sassuolo, ma anche con le principali arterie di comunicazione;

le prospettive di chiusura annunciate dall’azienda rappresentano, quindi, un ostacolo allo sviluppo del territorio, impoverendolo anche di posti di lavoro -:
se il Ministro interrogato sia disponibile alla convocazione di un tavolo di confronto tra le parti al fine di concertare soluzioni volte a scongiurare la perdita dei posti di lavoro e di creare le condizioni che permettano all’azienda di proseguire le attività all’interno dello stabilimento di Jano;
se voglia valutare la possibilità di sottoporre il personale eventualmente collocato in cassa integrazione ad idonei percorsi formativi, in modo tale da creare competenze diversificate spendibili in altri settori meno colpiti dalla crisi.
(5-02005)

BOBBA. – Al Ministro dello sviluppo economico. – Per sapere – premesso che:
Agile srl, con sede legale in viale Liegi, 44 Roma, nasce nel 2004 dall’esperienza della realizzazione del centro servizi della regione Basilicata, nell’ambito del piano di realizzazione della Basilicata Telematica, all’interno del gruppo multinazionale Getronics, leader mondiale nel settore ICT;
il 22 giugno 2006, il controllo di Agile Srl viene ceduto ad Eutelia Spa, attraverso l’acquisto di Getronics Italia Spa, controllante di Agile Srl;
il 15 giugno 2009, Eutelia attua una cessione di ramo d’azienda del settore IT, comprendente 2.002 persone, verso Agile Srl, e, nello stesso giorno cede le quote di Agile Srl ad Omega Spa;
Omega Spa, fondata nel giugno 2001 come società a responsabilità limitata dall’imprenditore toscano Pio Piccini, diventa Società per azioni nel 2003, è specializzata nel Document Management tradizionale ed evoluto, in breve tempo inizia un processo di acquisizione di aziende diverse presenti nel mercato nazionale. In qualità di società fondatrice Omega svolge servizi di staff management e coordinamento per l’intero Gruppo (risorse umane, controllo di gestione, amministrazione, direzione commerciale, finanza e controllo, acquisti, direzione tecnica). Rientra nelle sue competenze anche l’elaborazione del piano strategico;
nel luglio 2009, Omega Spa acquisisce il gruppo Phonemedia che include società di servizi di call center in outsourcing, con sedi che vanno da Ivrea a Novara, da Casalecchio di Reno a Catanzaro, nonostante Phonemedia, negli ultimi tempi, fosse oggetto di forti contestazioni sindacali causate dal mancato e ritardato pagamento delle competenze degli operatori, causando scioperi e manifestazioni in tutta Italia;
a partire da luglio i dipendenti Agile non prendono lo stipendio, i rimborsi non vengono pagati, così come i fornitori, mentre la gestione d’impresa appare insufficiente, infatti i clienti non vengono più seguiti;
nello stesso periodo l’azienda Omnia Network, che doveva far parte della rete di imprese con Omega, viene messa in liquidazione;
il 5 agosto 2009 Sebastiano Liori, rappresentante di Omega ai tavoli istituzionali, si dimette dalla carica di consigliere di amministrazione e dalla carica di vicepresidente di Omnia Network S.p.A;
il 21 agosto 2009 con un comunicato stampa Omnia Network dichiara «in relazione alle informazioni rilasciate in data 13 luglio 2009 presso il Ministero per lo Sviluppo Economico da un proprio amministratore, S. Liori già dimesso, e concernenti, fra l’altro, i progetti aziendali del Gruppo, rende noto di aver informato il suddetto Ministero che i progetti descritti in quella sede e riportati nel relativo verbale sono diversi da quelli che la Società sta attualmente perseguendo.»;
il 31 agosto 2009 Omnia Network cede le partecipazioni delle controllate Omnia Service Center, Omnia Group Service e Vox2Web a suoi stessi dirigenti attraverso la società Alba Rental s.r.l., per

cui diversi impiegati e dirigenti di Omnia Network, tra i quali S. Liori, entrano in Omega. Lo stesso accade per il presidente in pectore di Omega Claudio Giannettoni, già consigliere indipendente di Omnia Network, dimessosi il 1o settembre 2009;
a settembre l’azienda inizia a pagare qualche stipendio, creando quindi anche problemi di discriminazione, ma la maggior parte dei dipendenti è ferma allo stipendio di giugno;
il 17 settembre 2009 in occasione dell’incontro al Ministero dello sviluppo economico, viene indetto uno sciopero di otto ore con manifestazione nazionale a Roma ed altre manifestazioni locali, ma l’azienda non si presenta;
nello stesso giorno in Piemonte i lavoratori fanno un presidio sotto la sede RAI Cernaia di Torino, cliente Agile, ricevendo la solidarietà delle RSU RAI. Si spostano poi davanti al comune di Torino, anch’esso cliente Agile, dove una delegazione viene ricevuta da una funzionaria in rappresentanza del sindaco che non era in sede;
il Ministero dello sviluppo economico, in un comunicato stampa, stigmatizza il comportamento dell’azienda e chiede alla stessa l’immediata soluzione del problema di tutte le spettanze arretrate entro il 22 settembre, data nella quale viene convocato un nuovo incontro presso lo stesso Ministero;
il mese di settembre 2009 segna il tracollo dell’azienda, i clienti non chiedono più commesse, i fornitori bloccano il servizio logistico, non essendo retribuiti da luglio, mentre i magazzini restano chiusi;
il 22 settembre 2009, si è svolto un nuovo incontro presso il Ministro dello sviluppo economico, a seguito del quale si ottiene che l’azienda paghi lo stipendio di luglio entro il 2 ottobre 2009, e le altre spettanze entro il 20 ottobre, tuttavia gli stipendi verranno corrisposti «a partire», e non entro, il 2 e fino al 7 con valute diverse;
nello stesso periodo l’Azienda chiede ai lavoratori di ritirare le impugnative alla cessione di ramo di azienda operata da Eutelia, condizione necessaria, a parere della stessa azienda, per poter presentare un piano industriale, così argomentata;
nell’ultimo incontro presso il Ministero dello sviluppo economico, del 14 ottobre 2009, l’azienda, nella persona del presidente in pectore Claudio Giannettoni che però dichiara di non aver ancora accettato l’incarico, presenta una bozza di piano totalmente inadeguato alle professionalità del ramo di azienda acquisito a giugno 2009. Nello stesso piano l’azienda dichiara che 1302 dipendenti Agile su 1937 risultano non occupati, non accennando a richieste di ammortizzatori sociali;
il 22 ottobre 2009, l’azienda avvia, senza preavviso alle organizzazioni sindacali, una procedura di mobilità per 1.192 unità dichiarando che «non sono ipotizzabili soluzioni alternative al licenziamento» e che non è praticabile il ricorso alla cassa integrazione guadagni, né a quello dei contratti di solidarietà, nonostante nel maggio 2009 la stessa azienda avesse rifiutato un proseguimento dei contratti di solidarietà in atto dal 2008 -:
quali iniziative il Ministro intenda assumere per poter risolvere la situazione già incresciosa e pregiudizievole ed ora divenuta drammatica, a seguito del licenziamento collettivo, in cui si trovano migliaia di dipendenti;
come mai non si sia intervenuti con maggiore incisività presso l’azienda richiedendo trasparenza societaria e dei piani industriali prima del precipitare della situazione aziendale;
come mai fino ad oggi non si sia intervenuti con gli ammortizzatori sociali previsti, come la cassa integrazione guadagni straordinaria o contratti di solidarietà, garantendo così la sostenibilità dell’azienda;
se non si ritenga opportuno convocare con urgenza un nuovo tavolo di crisi, con i vertici aziendali, le parti sindacali e sociali,

al fine di trovare una soluzione idonea sia per l’azienda, ma soprattutto per i lavoratori e le loro famiglie.
(5-02006)

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