Pistoia: Gli operai dell’Answers si affidano a Facebook

Pubblicato: 20 novembre 2009 da answerspistoia in Economia, Lavoro
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Dopo i lavoratori di Radicifil, anche quelli della Answers hanno un profilo su Facebook. Le bandiere della protesta, dai cancelli delle fabbriche, si sono spostate a sventolare sul web. Answers è la seconda grande azienda, tra quelle colpite dalla crisi, in cui i dipendenti scelgono di sbarcare su uno dei social netwoork più popolari del mondo (a settembre contava 300 milioni di utenti attivi). Un modo per allargare la platea di interlocutori, per scambiarsi notizie sulle vertenze in corso, creare una specie di bacheca in cui condividere la ‘lotta’, come si usava dire una volta.

Ma in fondo è anche un modo per sentirsi meno soli, vivendo insieme l’estenuante altalena di speranze e ricadute che il rischio di perdere il lavoro porta con sé. Il profilo del presidio permanente Radificil, creato nel giugno scorso, ha raggiunto in poco tempo oltre 1100 contatti. “Andare su Facebook ci ha aiutato”, dice Massimo Conti, perito meccanico, operaio Radicifil di 39 anni, colui che ha avuto l’idea di portare i lavoratori Radificil sul social network. “Ci è servito per stare insieme come una sorta di luogo di ritrovo, di punto di riferimento, per scambiarsi informazioni sulle iniziative da prendere, sulle assemblee, per raccogliervi articoli di stampa, commenti, fotografie della vita del presidio ed anche stati d’animo, certamente”, ha spiegato.

Conti – che come gli altri operai della Radicifil (all’inizio della vertenza erano quasi 140) è in cassa integrazione – è l’amministratore del profilo, colui che visiona le richieste di adesione, in un certo senso anche il “censore” di eventuali messaggi “a rischio” che potrebbero finirvi dentro. “Ne capitano per cui il filtro è necessario”, afferma. Tra i 1100 contatti si trova un po’ di tutto, da enti, associazioni, partiti, a sindacalisti e lavoratori che da altre regioni vogliono dare solidarietà ai “colleghi” pistoiesi o suggerire iniziative da sperimentare.

“Ci sono simpatizzanti da tutta Italia disoccupati, giovani studenti che vogliono sostenerci”, aggiunge Conti. Ci sono anche le vignette di Simone Zini, operaio Radicifil. Una vera e propria carrellata di umorismo amaro che raccoglie puntualmente una valanga di consensi. Vignette non solo sul presidio Radicifil ma anche sulla Answers, sulla Kappa Due, sulla Mas – tutte aziende in crisi – e sulla manifestazione a Roma con la Cgil. “Preferirei ovviamente essere ancora a lavorare piuttosto che qui a svignettare”, dice scherzandoci sopra Zini, 40 anni, operaio Radicifil dal 1991. “Una vecchia passione che porto con me da quando ero più giovane. Devo dire però che sono stato aiutato molto, nell’ispirazione delle vignette, da quanto ci è capitato in questi mesi. Ne abbiamo viste davvero di tutti i colori”, sottolinea. Sulla decisione di creare un profilo del presidio sul social netwoork il vignettista non ha dubbi: “Facebook è un grande amico ci aiuta a tenerci in contatto con vicende analoghe alla nostra. Io parlo con operai di ogni parte d’Italia e scopro che sono in tanti nella stessa situazione mia. Insomma, ci si sente un po’ meno soli”, continua Zini. Dalla Radicifil alla Answers. Anche la Rsu del call center di Sant’Agostino – dove lavorano quasi 600 persone, in grande maggioranza donne – da ieri ha attivato un profilo su facebook. “Si chiama presidio lavoratori Answers – dice Sabrina – lo stiamo creando per pubblicizzare il più possibile ciò che ci sta capitando”.

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